Che cosa vuol dire interculturalità?

Che cosa vuol dire interculturalità?

Questa domanda me la sono posta anche io quando ho scoperto che l’ISIT, prima Institut supérieur des interprètes et des traducteurs (Istituto superiore di interpreti e traduttori) era diventato un istituto di management e comunicazione interculturale. Io, che volevo occuparmi di traduzione tout court, non vedevo il nesso. A dire il vero, all’epoca non avevo la più pallida idea di cosa significasse “interculturalità” ed è così che cercai la definizione nel vocabolario.

Se aprite un dizionario, non sempre troverete la parola ‘interculturalità‘. Troverete senza dubbio, invece, il termine ‘interculturale‘, “relativo a rapporti culturali tra paesi diversi (o anche tra istituzioni diverse)”, come spiega il Treccani.

Questa definizione, estremamente chiara, è nonostante ciò generale e astratta e ci porta ad interrogarci su cosa sia la cultura. È qui che il gioco si complica. Una cultura è sia l’insieme degli aspetti intellettuali propri di una civiltà (miti, valori, riferimenti storici, geografici, politici o religiosi) sia l’insieme dei comportamenti acquisiti all’interno di una società umana. In altre parole, si può parlare di “culture” proprie di comunità di qualsiasi tipo, di un popolo, un’azienda, una fascia d’età, ecc. Potremmo dire, in sintesi, che la nostra cultura è un insieme di comportamenti, valori, riferimenti acquisiti con l’esperienza e condivisi con una comunità alla quale ci sentiamo di appartenere. Questo implica che la nostra “cultura” è parte integrante della nostra identità e determina il nostro modo di agire e riflettere.

Oggi come oggi, in un mondo in cui gli scambi vengono facilitati dallo sviluppo dei trasporti e dei mezzi di comunicazione come Internet, è inevitabile, prima o poi, confrontarsi con una cultura diversa. Ecco perché la questione dell’interculturalità si fa importante, per non dire essenziale. È importante sensibilizzarsi alla problematica dell’interculturalità poiché si tratta spesso di una chiave essenziale nella risoluzione di conflitti o incomprensioni fra interlocutori di sfere culturali diverse.

Se da un lato, infatti, entrare a contatto con l’altro può essere un’occasione di scambio e scoperta di un nuovo modo di pensare e di vivere, dall’altro lato ci possono essere dei problemi. Spesso queste difficoltà sono legate al fatto che tendiamo ad essere etnocentristi, cioè a considerare le cose dalla nostra prospettiva senza renderci conto che gli altri potrebbero avere una percezione completamente diversa del problema. Il valore che attribuiamo alle cose o il nostro modo di relazionarci con le persone che ci circondano ci sembrano scontate e siamo portati così a pensare che siano “le migliori”.

Per superare questi ostacoli bisogna prendere coscienza del fatto che le differenze culturali esistono, ma soprattutto del fatto che la nostra cultura non è mai e in nessun caso un riferimento universale che possiamo imporre agli altri. Rispettare la cultura del prossimo è alla base di qualsiasi sano rapporto interculturale.

Tuttavia, non bisogna nemmeno esagerare nell’altro senso. Se si ha troppa voglia di capire il prossimo e di accettarne le differenze, si rischia di essere inconsapevolmente assorbiti e di perdere la propria identità culturale. E anche questo è un peccato.

L’importante, quindi, è dimostrare di avere empatia con la cultura dell’altro, comprendere cos’è che ci distingue e cosa ci accomuna, stabilire una comunicazione evitando gli scogli del pregiudizio e dell’acculturazione. Non è facile e soprattutto non è una cosa che si impara dall’oggi al domani. Poco a poco, grazie alle esperienze, gli incontri e, a volte, anche grazie alle sconfitte riusciremo a trovare un equilibrio e a confrontarci con il prossimo.

Ora vi domanderete … e la traduzione in tutto ciò? Beh, la traduzione fa parte per definizione della comunicazione interculturale. Passando da una sfera linguistica all’altra, non si traducono semplicemente parole o fatti ma si adatta il messaggio da una cultura all’altra. Anche per argomenti che ci sembrano universali e oggettivi (dei testi tecnici o scientifici per esempio), la scelta dei termini e delle espressioni rispecchia sempre una visione del mondo condizionata dalla lingua.

A questo punto vi saluto e preciso che questo articolo non ha la pretesa di essere esaustivo. L’interculturalità è, come avrete già capito, un argomento talmente vasto che è impossibile esaurirlo così. A questo seguiranno altri articoli dove se ne parlerà sotto altri punti di vista. Dopo tutto, siamo qui per questo!

 Sophie

Tradotto da Selvaggia C.


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